El área abarca los municipios de Gorenja vas - Poljane, Škofja Loka, Železniki y Žiri.

Žiri

In mezzo alla zona montuosa, nella parte alta del fiume Poljanska sora, si trova una piccola conca con la località di Žiri, il punto dove vengono a contatto tre regioni slovene: la Gorenjska, la Primorska e la Notranjska. Lungo la valle Poljanska dolina si giunge dopo 30 km a Škofja Loka nella Gorenjska, 15 km oltre i monti dista Idrija nella Primorska, mentre 22 sono i chilometri che separano la zona da Logatec o Vrhnika da dove iniziano la ferrovia e l’autostrada.
Žiri si trova a 487 di altezza sul livello del mare, è popolata da circa 4980 abitanti e comprende 18 abitati. Questo centro urbanizzato si è sviluppato con la crescita di Stare Žiri, Stara vas, Nova vas e Dobračeva. Vari villaggi e casolari sono inoltre sparpagliati per i monti circostanti.
La conca è circondata da una corona di monti: a oriente spicca lo Žirovski vrh, a sud il Goropeški grič, ad occidente si innalza la cima più alta, il Mrzli vrh con i suoi 987 metri. Nel bacino si uniscono due valli: la valle Sora da sud e la Račevska dolina da sud-oriente. Sopra Tabor, la parte più antica di Žiri, si erige il monte Žirk. La leggenda popolare vuole che nel monte Žirk viva il drago malvagio Lintvern. Si può udire mentre beve l’acqua del lago sotterraneo e attende il terremoto ad aprirgli un varco per uscire, allagare la valle e divorare tutte le belle fanciulle. In questo modo il drago intende vendicarsi di chi l’ha rinchiuso nel buio mondo sotterraneo.
La spiegazione più comune e probabile del nome di Žiri deriva dal nome del frutto del faggio – lo “žir” (faggina) appunto. In passato nel circondario cerano vasti faggeti nei quali i vassalli dei vescovi pascolavano i maiali pagando un dazio speciale.
Per trovare la prova più antica della vita nella regione di Žiri bisogna risalire il Sora per un paio di chilometri. Sopra il fiume in direzione verso Logatec si trovano le Grotte di Matjaž. In base ai ritrovamenti archeologici si presume che in esse vi abbia trovato rifugio l’uomo di Neanderthal. Il sito ci riporta indietro di 50.000 anni fino all’età della pietra ed il sito archeologico più antico della Gorenjska.
All’epoca dei Romani lungo la valle Poljanska dolina e Žiri passava la strada romana verso Aquileia e la regione Notranjska. Sullo Žirk sono tuttora visibili i resti delle mura romane e del sentiero. Il primo insediamento di Žiri si trovava sulla sponda sinistra del fiume Sora e oggi rappresenta la Žiri antica, posta sotto l’abitato più antico di Tabor. Il nome della località viene nominato per iscritto per la prima volta nel 1291. In quel periodo il comprensorio di Žiri era di proprietà dei vescovi di Freising con sede a Škofja Loka. Alla fine del XIII ed all’inizio del XIV secolo la zona era colonizzata e organizzata nella circoscrizione di Žiri. Il territorio rimase di proprietà della signoria di Loka per 800 anni.

Nel XIX secolo Žiri ha visto fiorire l’attività di calzoleria e creazione di merletti a tombolo. Oltre all’agricoltura sono state queste due attività a segnare l’identità di Žiri.
Žiri era a lungo un luogo di frontiera. Lungo i monti che delimitano il lato occidentale del bacino di Žiri scorre un confine naturale, una linea spartiacque tra il Mare Adriatico ed il Mare Nero. In passato questa barriera naturale ha favorito la nascita di vari confini amministrativi. Nel periodo tra le due guerre mondiali vi scorreva la frontiera tra il Regno di Jugoslavia e l’Italia. Žiri è stata un’importante località di frontiera.

Dopo la seconda guerra mondiale nel luogo ha iniziato a svilupparsi l’industria. Dalle cooperative di calzolai è nata la fabbrica di calzature Alpina che ha portato il nome di Žiri nel mondo. Numerose aziende di successo e imprenditori autonomi nel settore della lavorazione del legno, dei metalli, dell’espletamento di servizi danno tuttora un forte impulso economico alla località. L’agricoltura è divenuta un’attività prevalentemente complementare.

Žiri si può vantare di essere stato il luogo natio di importanti personalità su scala slovena, europea e mondiale. Non è possibile elencarle e presentarle tutte. Vi hanno vissuto pittori accademici (Maksim Sedej, Franjo Kopač, Tomaž Kržišnik), pittori autodidatti divenuti autentici fenomeni mondiali (Janez e Pavel Sedej, Jože Peternelj – Mausar, Konrad Peternel – Slovenec, Ivan Gluhodedov), accademici, scrittori, il compositore Anton Jobst e numerosi altri giovani artisti.